giovedì, 22 ottobre 2026
19:00

Harmattan Bookclub Letterature Africane #2 - "Decolonizzare la mente" di Ngũgĩ wa Thiong’o

Giovedì 22 ottobre 2026 h.19.00

Harmattan Bookclub Letterature Africane #2 - "Decolonizzare la mente" di Ngũgĩ wa Thiong’o


Harmattan è un gruppo di lettura che ci porta alla scoperta delle letterature dell'Africa subsahariana. Grazie all'incontro con alcune delle voci più importanti del panorama contemporaneo, ci inoltreremo nei villaggi Igbo della Nigeria, dietro i banconi dei bar del Congo-Brazzaville, nel Sudafrica dell'apartheid, nell'Etiopia dell'occupazione italiana e in molti altri angoli del continente.
La lista di titoli proposti comprende romanzi, saggi e pièce teatrali tradotti in lingua italiana. Dopo aver letto il libro, ci incontreremo per discuterne e vivere un momento di condivisione, magari davanti a un calice di vino.

L'appuntamento è per il terzo giovedì del mese alle ore 19.
I libri saranno disponibili presso ExAlge.


2. "Decolonizzare la mente" di Ngũgĩ wa Thiong’o

Decolonizzare la mente
I quattro testi di Ngugi Wa Thiong'o che compongono Decolonizzare la mente, sono la summa di un pensiero che si è andato formando con anni di studio e con dolorose esperienze vissute in prima persona; in particolare la scelta di scrivere una pièce di critica al potere nella sua lingua madre, il gikuyu, in modo da poter essere compreso da ogni strato di pubblico, gli costò nel 1978 un anno di detenzione. Fu in quei mesi che l'autore maturò la convinzione che "l'arma più grande scatenata ogni giorno dall'imperialismo contro la sfida collettiva degli oppressi è la bomba culturale, una bomba che annulla la fiducia di un popolo nel proprio nome, nella propria lingua, nelle proprie capacità e in definitiva in se stesso". In tal senso, questo volume anche oggi può dire molto ai lettori occidentali che vogliano osservare criticamente i fenomeni connessi alla globalizzazione e gli effetti di una politica culturale omologante. 

Ngũgĩ wa Thiong’o (1938-2025) è stato un drammaturgo, scrittore e saggista kenyota. Nel 1977 dopo aver messo in scena la pièce Ngaahika Ndeenda, critica nei confronti del governo, viene incarcerato. È a partire da questo anno che decide di abbandonare l'uso dell'inglese nelle sue opere in favore della lingua natale, il gikuyu. Dopo la sua liberazione nel 1978, vivrà in esilio in Gran Bretagna e poi negli Stati Uniti, dove ha insegnato in diverse università.

Ingresso gratuito con tessera annuale Exalge (10 euro) 

Pre tesseramento obbligatorio (solo per soci al primo tesseramento) via www.exalge.com/tesseramenti

Registrazione consigliata

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